Prefazione (Stefano Micelli)

Da tempo ci si interroga su cosa significa gestire un’impresa in un mondo sempre più digitale e interconnesso. Siamo sempre più consapevoli che in un’economia dominata dalla rete, la capacità di interagire in tempo reale costituisce un requisito necessario per dialogare con il consumatore e, più in generale, con l’insieme degli interlocutori che compongono il sistema del valore di un’impresa. Allo stesso tempo, osservatori attenti hanno messo a fuoco l’importanza di sviluppare una cultura organizzativa stabile capace di produrre nel tempo comportamenti innovativi. Solo culture consolidate sono in grado di promuovere apprendimento e innovazione e di tradurre la conoscenza in valore economico. Queste culture non si sviluppano alla velocità della rete ma si consolidano attraverso una lunga sedimentazione di consuetudini, competenze e artefatti la cui mescola richiede disciplina e perseveranza. In pochi si sono interrogati su come mettere insieme questi due piani apparentemente contraddittori. Sappiamo ancora poco su come gestire la convivenza fra un mondo che chiede, per un verso, reazioni in tempo reale e, per altro, resilienza e perseveranza orientate al lungo termine. Il merito del libro di Stefano Schiavo è quello di avere inquadrato queste due diverse prospettive con l’obiettivo di identificare nuove linee guida per management al passo con i tempi. Alcuni ingredienti sono noti: l’attenzione alla riduzione degli sprechi (lean management), una cultura orientata alla sperimentazione continua, un’accettazione consapevole degli errori. L’originalità del libro di Schiavo è quella di aver provato a sistemare questi e altri spunti in uno sforzo che prova ad essere organico e coerente. Il volume sintetizza incontri e conversazioni con tante realtà d’impresa che in questi anni hanno saputo crescere e prosperare proprio grazie alla convivenza più o meno consapevole di piani di gestione apparentemente distinti. Il libro appare particolarmente interessante per quelle imprese che oggi provano a organizzare in modo originale il Made in Italy del futuro. Sono proprio le aziende italiane, in particolare quelle manifatturiere, che oggi più di altre hanno bisogno di nuovi riferimenti manageriali in grado di conciliare istanze potenzialmente contraddittorie. Queste imprese oggi hanno bisogno di indicazioni in grado di combinare una consolidata tradizione e del lavoro benfatto con un approccio alla cultura digitale che richiede interattività e velocità nelle risposte. Queste diverse esigenze possono mettere in crisi modelli consolidati se oscillano in modo eccessivo verso l’uno o l’altro estremo del pendolo. Il libro di Stefano Schiavo punta a definire regole che offrono alle imprese una bussola per rimanere fedeli a un’idea di qualità molto italiana e, allo stesso tempo, per parlare con una domanda sempre più internazionale e interconnessa. Uno dei meriti del volume è quello di parlare con eguale efficacia alla piccola così come alla media impresa. Entrambe sono chiamate ad affrontare sfide che richiedono soluzioni originali, in linea con un contesto competitivo fortemente trasformato e con una storia che reclama coerenza a rigore.